May 26, 2010

Ciao José...

So che rischio di diventare patologica e monotematica, ma non posso fermare la mia "penna" dallo scrivere due parole su quanto sento dentro.
Sono una tifosa appassionata, una che si lascia trasportare dalle emozioni, un'interista nel dna, dalla nascita. La prima maglia che ho indossato al ritorno dall'ospedale era una maglia dell'Inter, quelle prima dello scudetto 88/89, con lo sponsor Fiorucci.
Ho patito per quasi 20 anni la sindrome calcistica di Calimero, il pulcino nero(azzurro). Ho sentito le battute, ho visto la mia squadra derisa, i miei giocatori in lacrime, le mie speranze di gloria svanite. Poi la ripresa, dopo Calciopoli, uno scudetto, due, tre...
Poi.
Poi.
Poi.
Poi è arrivato José Mourinho.
Volevo bene a Mancini, perchè è stato lui a riportarci in alto, Mourinho era un punto interrogativo. Dove ci avrebbe condotto?
Pochi mesi ed era già il nostro idolo.
Strafottente e potente, intelligente, perspicace, furbo, ironico, magnetico.
Dopo anni, abbiamo trovato un conduttore, non un allenatore. Lui ci dava la forza, il coraggio e ci plasmava sotto le sue mani e sotto la sua protezione. Una squadra unita e unica, giocatori, società e tifosi. Uniti per un solo obiettivo: la gloria.
E che gloria ci ha regalato. Sabato scorso ci ha portato in cielo. E nella storia.
Poi le lacrime e il saluto. Un addio, lo sapevo. Benchè lo sapessi, lo strappo è stato forte. E' come tagliare un cordone ombelicale, è come volare da soli, buttarsi dal nido.
Chi saremo? Cosa saremo senza di lui?
Non lo so.
Ma è stato il nostro eroe. Sao José do Setùbal.
Quanto ci mancherai...
Grazie.
Per tutto quello che ci hai dato e per l'uomo che sei.
Quelle lacrime valgono più di mille parole. E se avete ancora qualche dubbio, cercate su Youtube il video "L'addio tra Mourinho
e Materazzi".
Baci

No comments:

Post a Comment

Thanks!
xoxo

Skimlinks Test